prima_vera 2013

Ok, ci sono voluti più di due anni e tanta tanta musica, prima.
Tempo e musica erano necessari.
A pari merito, come sempre.

Ho finito di scrivere a carte scoperte nel gennaio del 2011.
La Cisterna mi ha preso così tanto tempo che il tutto ha visto la luce solo nel luglio successivo.

A lieta complicazione del tutto, a giugno mi ero imbarcata in una nuova avventura. Ricevo una telefonata dalla stessa donna che nel 2005 aveva inconsapevolmente pro/vocato un’altra avventura, quella di… squotiamola. Marisa dice che una libreria “delle donne” a Lecce sta cedendo la sua attività: e allora, perché no? magari le macare…

Già, le macare. Così passo giugno, tra le altre cosette, a pensare uno Statuto. Un altro, differente. Oggi evalunalecce è solo un’associazione con biblioteca annessa, niente vendite libro su libro, ma libera circolazione di libere menti. Altro giro, altra corsa.

Tornando a quel luglio 2011, alcune cose erano già accadute nell’Associazione chiamata Udi. Qualche aperto misfatto da controriforma era già nel piatto.

Durante quella primavera la tentazione di rincorrere il tempo allora presente è stata molto forte. Ce l’ho fatta a resistere.
Intanto perché a carte scoperte era compiuto nella sua essenza, inclusa la speranza, venata appena da rigurgiti di pessimismo.
Poi, non puoi metterti a raccontare quello che stai guardando passare dalla finestra, proprio mentre passa.

E il mio sguardo si faceva via via più attonito, per la piega degli eventi, al di là di ogni immaginazione. La mia resta fervida e ha una fedele compagna di nome logica, direi il massimo possibile.
Tuttavia, neanche un oracolo della migliore stirpe avrebbe potuto fare di più.

Il percorso della mia ricostruzione era comunque compiuto e abbracciava una decina d’anni di eventi legati all’Associazione e non solo. Oggi, se ripenso a quel cara Udi, ti scrivo mi assale solo la tenerezza che prende per qualcosa cui hai voluto molto bene e vedi perduto. Il ricordo tenero resta indelebile dentro, nonostante tutto.

Oggi, proprio mentre digito questa prima bozza, è il 9 aprile del 2013. Voglio onorare la primavera e i giochi di parole sono sempre a portata di mano. Il trattino basso prima di vera ha un senso.

Tutti i fatti in a carte scoperte sono fatti veri di una verità che resta la mia, parziale come scrivo nella prefazione, ma pur sempre verità.

La mia voglia di scoprire le carte non aveva tanto una motivazione di tipo archivistico, anche se nel mare magno della Cisterna – accanto a file musicali e video semi-privati provenienti da me – c’è tutto ciò di cui un Archivio di genere necessita per fermare la storia di quei dieci anni Udi.

La mia esigenza era essenzialmente quella di svelare alcuni retroscena con l’intento di scongiurare un epilogo di controriforma che vedevo minacciosamente profilarsi all’orizzonte.

Purtuttavia due anni fa contrastanti motivazioni mi spinsero a quello che una donna definì lavorone. Decisi di eliminare tutti i nomi e i cognomi della controriforma, anche perché convinta della bontà di un’operazione quale quella di inchiodare solo i peccati, scoprendo le carte.
Non tanto per rispetto delle peccatrici, quanto per la profonda consapevolezza che di peccatrici ce ne sono possono essere molte altre.
Passate, presenti e future.

Per la Cisterna, piena zeppa di documenti e mail, si è trattato di una pletora di omissis maniacale che ha ridotto allo stremo me e le donne che mi hanno… supportato e sopportato.

Oggi, non hanno alcun senso né ritrosie né pudori.
Né ancor meno rispetto per una privacy che non avrebbe potuto definirsi tale neanche nel 2010.
Già allora, anche i fatti messi in moto da sentimenti privatissimi e di bassissima lega, da invidie bieche e conflitti irrisolti, se non si erano dati una patina esteriore di politicità come in qualche caso, sempre avevano provocato conseguenze per tutte, sempre. E c’è molto di più.

Su ritrosie e pudori c’è da dire intanto che fin dall’inizio Pina Nuzzo ed Enza Miceli, interpellate, mi avevano dato a priori l’ok all’inserimento in chiaro di ogni cosa proveniente da loro.

Per il resto, sentivo che dovevo comunque rispettare l’integrità di un percorso quale quello intrapreso dalla Delegata alla Sede nazionale Udi. In altre parole, ho rispettato innanzitutto Lei e il suo strenuo percorso di autonomia, pur nell’assedio.

Alcuni degli omissis riguardavano individue con le quali vedevo che Pina, per motivazioni che restano sue e pertanto con tutta probabilità fondate, continuava ad avere relazioni che definirei lapidariamente con un solo aggettivo: pericolose.

L’ho fatto senza che Lei lo chiedesse. Perché scrivo “comunque”? Perché una parte di me, quella pessimista, mi diceva che tanta magnanimità era a fondo perduto, se non addirittura controproducente. Tuttavia, come capita nelle migliori genealogie, il rispetto si deve, comunque.

Oggi, se quel rispetto nei confronti di Pina è intatto, molte cose sono cambiate.
Il percorso di autonomia nell’Udi è andato definitivamente a ramengo.
Ma soprattutto Nuzzo è felicemente altrove.

Pertanto, capiterà che oggi faccia qualche nome e cognome. Per evitare di ri-snocciolare i fatti legati ai nomi, mi limiterò a brevi rimandi a pagine e/o file della Cisterna.

Perché due anni fa i fatti sono stati scoperti tutti, nessuno escluso. Chi non ha letto le prime carte scoperte potrà quindi sentirsi un pò spaesata. Il cartaceo è esaurito. E l’inserimento on line dei cento capitoli ha subito qualche ritardo. Me ne scuso, ho avuto cosette da fare in questo tempo.

Mi faceva anche fatica, non lo nego. La mia elaborazione del lutto, se così lo vogliamo chiamare, ha seguito binari personalissimi.
Ahimè, per i circa 5 giga della Cisterna, l’inserimento on line è ancora da escludere per cui vi tocca bussare alla mia porta oppure a quella di un Archivio Centrale dove il tutto dovrebbe essere depositato.

Il condizionale, dati i frangenti attuali, è d’obbligo. Certo, nel mare magno d’illegalità che pervade quella Sede oggi, la sparizione di alcune mie carte costituirebbe l’ultima della sciocchezze possibili.

Tornando alla verità e agli omissis da rivelare, ecco spiegato il titolo di questa premessa, perché solo da post_illa in poi ci saranno le mie prime vere carte scoperte.

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