sit-in barricato e dimissioni annunciate

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 18 maggio 2007, giorno fissato per il deposito del Titolo, Piazza Cavour è semibloccata da lavori in corso. Giornata di sole e vento. Una distesa di transenne guarda l’ingresso della Cassazione. Non si può fare più il sit-in! E non c’è neanche posto per uno striscioncino. Come sarebbe a dire non si può fare?

sitin1
Ago e filo, cuciamo gli striscioni alle transenne, il ponentino ci dà una mano. Sembrano quasi parte integrante della cosa. Direi che le transenne diventano perfino belle.

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Arrivano i celerini. Eh, addirittura! E arriva il comandante: qua non ci potete stare. Tenga il volantino, tenga. Siamo l’Udi, comandante. Siamo personcine serie. E poi, non vede? Non siamo più di cinquanta, mica una marea di donne scalmanate a bloccare auto e passanti. E sia, ma fate presto! Agli ordini comandante. Noi si sale a depositare, le altre restano qui con qualche volantino. Buon lavoro, comandante.

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L’incontro con due donne della Cassazione, una dirigente e l’altra segretaria, sarà un evento a parte. Dobbiamo pazientare per un paio d’ore. Problemi burocratici, per via che una di noi è nata in Francia, almeno così pare. Un usciere ci conduce verso la sala F facendoci navigare in un mare di travertino chiaro. Bella lettera, senza dubbio. L’avranno fatto apposta per noi? L’usciere curioso non ci mollerà per un secondo, resterà sull’uscio anche durante la solenne lettura da parte di una donna della Cassazione, emozionata quanto e forse più di noi.

testuale da “fotoromanza cassazione”:
anche il diaframma s’è commosso!

Foto e sorrisi. Finalmente! Riattraversiamo quel mare di travertino quasi volando, stanche ma entusiaste. E pronte per tutto quello che ancora c’è da fare. Fuori, troviamo che le donne sono aumentate. E il comandante sempre lì: allora, avete finito? Circolare! Che fretta c’è?

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Anzi, sa che si fa, comandante? Noi ci mettiamo qua e lei ci scatta una foto. Ci vediamo nei prossimi giorni. Non le chiederemo chissà che, solo una firma. Ancora grazie, Comandante.
Sono andata a random, veramente, con i ricordi. 50

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Il giorno dopo il sit-in, si tiene il secondo incontro nazionale alla sala Olivetti sul 50E50. Esattamente una settimana prima c’erano state a Roma due manifestazioni, non dell’Udi. Proprio da una riflessione su quelle manifestazioni partirà Pina Nuzzo nella sua relazione introduttiva Ripartiamo dalla cittadinanza duale.
Ci furono interventi significativi. Alcuni nomi noti. Altri in cerca di notorietà.
Nel frattempo, collaborazioni e contributi promessi dopo la Chiamata alla compromissione di maggio, da parte di sigle e siglette, si fermeranno alle sole firme. Tanto, c’è il mio Partito che le quote al 50% le ha già promesse…
Dopo, poche parole ripetute da un palco, a ottobre. Ed era già quasi tutto previsto.
Se sembro reticente, è solo per fare prima. Non ne ho la minima intenzione. Grazie a Santa Elettronica, alle decisioni che via via saranno prese sul piano tecnico e infine grazie alle donne che ebbero cura del piano tecnico, da allora si avranno anche audio digitali dai quali ascoltare le parole pronunciate dal vivo in varie occasioni, oltre che lèggere e lèggere e lèggere di adesioni e adesioni e adesioni, per lo più leggère.
Del maggio 2007 si conservano file audio digitali. Altro di precedente si trova all’Archivio Centrale su cassetta, roba che fa quasi archeologia. Immagino però si possa provvedere a riversare, con Santa Elettronica ancora una volta accanto. Delle decisioni su registrazioni e dintorni, a parte il gusto archivistico per l’accantonamento in quanto tale, per molto tempo non comprenderò ragione e scopo. A 50E50. Non sono particolarmente affezionata ai cimeli associativi audio fini a se stessi. Lo sguardo al passato – in questo caso l’orecchio – ha senso per quello che accade nel presente e accadrà nel futuro. Da questo punto di vista – e d’udito – i file audio ritrovati, di volta in volta, non sono stati soltanto pesante incombenza di sbobinatura condivisa, ma piacevole memoria, infine sì anche audio benedetti, perché contengono parole ancora attuali, accanto a parole illuminanti per quel che seguirà dopo le parole. 51
Nella mia mente, nel posto dei ricordi veri e nel cuore, le cose autentiche rimaste di quella Sala, quasi stampate negli occhi sono le facce delle giovani donne Udi indaffarate alla segreteria, tra documenti e spillette; è la commozione solenne di una che legge l’Articolato, immortalata in una foto con sullo sfondo uno striscione tenuto su da altre giovani donne. Quella, per me, è la seconda sala Olivetti del 19 maggio 2007 e resterà un ricordo bello per il nostro futuro.

roma – sala olivetti – 19.05.07
claudia lisi legge l’articolato

Il giorno dopo, un’intensa Assemblea nella Sede Udi. Molto si è perso come ricordo personale, nelle tante cose dette e da dire, fatte e da fare. Una la ricordo bene: per me, resterà il giorno delle dimissioni dal Coordinamento nazionale dell’Udi. Avevo già detto chiaro alle mie colleghe come la pensavo. Eletta a maggio 2005, come tutte le altre scadevo a maggio 2007. Volevo, e non per impuntatura formale, far posto ad altre ancora, a energie fresche. Intendevo soprattutto porre un problema: il reale impegno di carattere nazionale in un Coordinamento, questione sorta e rispuntata in continuazione. Le parole impresse non saprei dire se sono registrate, non vado a controllare, ma il succo era: la proroga, se proroga è, ha da essere cosa seria.

Tuttavia, sul tappeto delle proposte non c’era alternativa alla proroga fino alla successiva Assemblea autoconvocata fissata per gennaio 2008. Con decisione unanime si provvide in tal senso. Non partecipai alla votazione, per ribadire il mio dissenso. In proposito, voglio dire tuttavia una cosa per me importante, sia sul piano di relazioni personali e ancor di più sul piano dell’esito felice di una Campagna di raccolta firme. Indubbiamente, il Coordinamento in quanto tale, in quanto contesto nazionale  collettivo, vivrà solo sulla carta, sulla proroga a verbale, soprattutto per somma di impegni che ciascuna delle donne elette nel Coordinamento aveva da ossequiare in ambito locale. Quello che più conta è che con alcune di loro lavorerò tantissimo e con impegni tutti di carattere nazionale, in giro per l’Italia. Ecco che i ricordi, in attesa di farsi memoria, incrociano l’attualità Udi: a chiusura di esperienza, a gennaio 2010, si è tentato un parallelo impossibile tra l’esperienza del Coordinamento maggio 2005-maggio 2007 (con proroga al gennaio 2008) e quella del Coordinamento gennaio 2008-gennaio 2010. Si tratta, nella realtà dei fatti, di un paragone impossibile: l’esperienza del Coordinamento che ha condotto l’Udi alla prima Campagna nazionale, pur con alcune défaillances, non ha nulla a che vedere con gli sfaceli tentati negli anni successivi. Ci arriveremo. Al momento, voglio restare in quei ricordi belli del 2007 che tali resteranno.
Per tornare al futuro-passato, nessuna mai potrà affermare, in onestà intellettuale, qualcosa di insostenibile a Campagna 50E50 conclusa: le mie dimissioni a maggio 2007, pervicacemente ribadite a verbale, non erano sintomo di stanchezza, non preannunciavano un disimpegno nella Raccolta firme che di lì a poco partirà e nella Campagna nel suo complesso, né ancor meno contenevano un disaccordo con la linea politica dell’Assemblea Udi e della Sede nazionale in particolare. Alla luce dei fatti che verranno, nessuna può affermare o anche solo pensare il contrario. Oggi posso riaffermare, perché contenuto di tempi non sospetti, il motivo delle dimissioni: volevo porre un problema e l’ho posto. Con tutta la fantasia possibile, non avrei immaginato che dal 2008 ne avrebbe avuti ben altri per compagni. La soluzione? La possiamo trovare solo insieme. Nel 2011. A verbale.

vai

 

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NOTE
(i rimandi tra parentesi quadra si riferiscono a cartelle della Cisterna)

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Questo il Comitato Promotore, le 16 donne che saliranno al secondo piano: P. Nuzzo (rappresentante legale dell’UDI e del Comitato promotore), M. Baccassino, M. A. Carone, S. Casellato, Z. Chiarotto, M. C. Coccia, I. Colanicchia, R. Marcodoppido, C. Mattia, F. Pala, A. Pasquali, L. Piretti, A. Petricone, M. C. Rizzo, M. Rufo, O. Scaramuzzo. Fuori, ad attenderci altri nomi Udi, anche più autorevoli, o come si usa dire nomi storici. Della giornata, sul sito della Campagna, fu pubblicata una fotoromanza molto più eloquente. Vedrò di ripescarla. Se c’è, sta nella cartella varie mac 2007 [06].

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L’audio della seconda Sala Olivetti è interessante anche per me che c’ero. Molto più che un verbale. Arrivarono anche i saluti di una Ministra in una Sala. Saluti verbali, per la precisione al telefono. Non ho mai saputo chi è stata a fare il numero, se la Ministra oppure chi era in Sala per far bella figura oppure farla fare alla Ministra. Il che è lo stesso. Oggi, ripenso soprattutto a parole di donne che sono nell’Udi. Se penso a chi si è allontanata dopo una Campagna, il senso del riascolto per me è stato trovare la conferma dei motivi di un abbandono. Accanto all’audio totale originale, i pezzi tagliati di ogni intervento. Fuori onda inclusi. Tutti i file audio del 19 e del 20 maggio 2007 si trovano in cartella apposita nel reparto varie mac 2007 [06].
Sul fronte documenti: i resoconti sono in varie snu 2007 e la relazione ripartiamo dalla cittadinanza duale è nei documenti udi 50E50 [05] Ah, a momenti lo scordavo: anche di quei giorni, foto nella cartella varie mac 2007 [06].

 

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