sono stata ma… e poi arrivò il mitù

sull’onda dell’emozione del pezzo precedente
e dopo una sorta di invito da parte di A.A.
- mi riferisco a quanto ha iniziato a circolare
su twitter 
dal titolo tuttequelleche cor cancelletto -
ho preannunciato un racconto.

avevo anche iniziato a scrivere.
di qualcosa accaduto quando avevo 27 anni.

ebbene, mi rimangio tutto.
può capitare, a chi non è fessa.
ricredersi, intendo.

e c’è un motivo. anzi, più di uno.
nella velocità internettiana può capitare persino
che i motivi si sommino nel giro di un minuto
e così infatti è stato.

da un paio che erano all’inizio
son diventati almeno cinque i motivi.
e l’ultimo chiuse la porta.

MOTIVO PRIMO
ma autocoscienza è ancora cosa seria
mi son detta.
e certe cose van fatte col preservativo.
non parlo di giochini con aggeggi sconosciuti.
mi riferisco a parole condivise in luogo preciso,
preservato per l’appunto.
non tanto per pudore o peggio, per gusto del perverso.
ma per altri motivi santi che sulla pelle mia ho rodato.
e finora è andata sempre bene.
e ha fruttato.
autocoscienza, dico.
e allora, ecco. punto. mi son detta il primo MA.
che già da solo batte tutti gli altri

MOTIVO SECONDO
ma il mio racconto non avrebbe
sapore di testimonianza.
questa la capisce chi si è letta ACS.
e la parte relativa alla Staffetta.
precisamente il passo dove c’è la frase:
NON VITTIME, MA TESTIMONI
ok, mi spiego: il mio racconto pubblico
non potrebbe – per motivi intrinseci alla storia
servire da stimolo
per far emergere dal silenzio altre
e contribuire così a inchiodare
un comune soggetto di violenza.
quindi, a che pro?

MOTIVO TERZO
ma fusse ca fusse che damo na mano all’Istat?
ma.. e a che serve?
le donne violentate son milioni di milioni
se ne accorsero anche le televisioni.

MOTIVO QUARTO
a proposito di televisioni
questo l’ho già scritto, ma lo ripeto perchè serve.
se posso evito di guardare serie tv
che hanno come tema unico stupri e serial killer
convinta come sono
che altro non sono
- non guardo mai alle intenzioni iniziali, ma al risultato -
altro non sono che
prodotti che producono paura
non solo!
sono prodotti atti a incentivare
per imitazione o altro sentimento similare a giro.

Infatti, per lo stesso identico motivo aborro
programmetti tipo amori criminali & co
che hanno come effetto principale
l’aumento di paura privata e collettiva.
e io, mi dispiace, no:
IO NON HO PAURA

di mio poi sono abbastanza furba da pensare
che il Grande Fratello Televisivo
(non parlo dello spettacolino
che manco so se esiste ancora
ma di chi decide i palinsesti)
di certa roba il Grande Fratello
non solo conosce l’effetto.
ma è fortemente responsabile
in quanto il suo è uno scopo preordinato, ben preciso.
non solo effetto. parlo sempre di infondere paura.

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DULCIS IN FUNDO

ARRIVO’ IL MITU’…

che scritto in inglish sarebbe me too
e se lo scrivi tutto accaccato e ci metti avanti un cancelletto
diventa

#metoo

oppure maiuscolone

#METOO

che in linguaggio internettiamo
la maiuscola starebbe per cosa urlata.
Urlo. Urlato. Url.

Ebbene, di url in url…
siamo giunte al quinto motivo.

Alla partenza #metoo doveva essere
parente stretto di quel #tuttequelleche

Poi, di url in url… MITU’ si trasformò.

Si trasformò molto all’italiana, come al solito.
Come ieri si trasformò altro, sempre all’italiana.
Niente di nuovo sotto il sole del Belpaese.
Ma meditate, donne mie. Meditate.

E ovviamente non parlo tanto terra terra
della traduzione ANCH’IO
che di suo potrebbe starci anche.

Il fatto è che…
A proposito di urla.
Siamo a un mese circa da un altro 25 novembre.
Che a quel che vedo si profila male, anzi peggio.
Rispetto all’anno scorso.

Che bello, sento in giro
Sarà un 25 dove arriveranno
montagne di MITU’
colorate da ogni dove
e ovviamente arcobaleni su arcobaleni, sconfinati
raimbow all’italiana a non finire

Sono già partite le prove generali.

Esempio di dialogo con conoscente gay.

Dice: #anch’io #anch’io…!
Dico: …?
Dice: molestato #anch’io…!
Dico: ah! e…?
Dice: da bimbo, dallo zio.

E qui mi fermo.

Ragazze mie, io l’ultimo 25 che mi son fatta
è stato quello di una Staffetta.
Staffetta come si deve. Parlo del 2009.
Diffidare dalle imitazioni. Che pure non son nuove.

E già quella Staffetta, per mettere le cose in chiaro
- perchè l’aria che tirava già nel 2009 era appestata da approfittamenti – quella Staffetta decise nome lungo, articolato e non lo decise a caso:
STAFFETTA DI DONNE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

Gli uomini?
Che fossero compagni, fratelli, padri, amici, gay o non gay?
C’erano. Ma erano ospiti. Alle nostre condizioni.

Di questo passo, i 25 novembre futuri si profilano…
di tutto un trans. Transeat?

Ma questo è niente, perchè ancora una volta ciò che conta è il POTERE.
Lo si sta vedendo già in questioni come GPA, SEX WORKS e chi più ne ha più ne metta. Tutte questioni, care donne, dove voi non contate una beneamata minchia!

La palla passa a voi, femmine del presente/futuro.
Io torno da Juana, nel seicento.

MAC

 

 

P.S.:
se mai ci fosse tra voi,
femmina o maschia non importa,
una qualche delusione da mancato raccontino
potrei limitarmi a dire: fottiti!
ma sono una signora.

e anzi, vado a fornire piccola dose di metadone
per l’astinenza da raccontini.
pezzo scritto un tot di tempo fa.
la storia raccontata si svolge in un arco di tempo
in cui avevo dai 9 agli 11 anni.
vi avverto però,
i protagonisti sul finale sono tutti maschi
e non fanno una bella fine. soprattutto uno.

 

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