tanta voglia di lei?

Tempo di Sanremo. E allora, parliamo di una canzone.
Portata al successo da un complesso che porta il nome di uno sputo.
Risentita ieri, sempre da Sanremo, sempre da quel complesso. Che dopo 50 anni ha riagguantato un certo Fogli. E in formazione completa tornerà a cantare. Alla grande. E allora, parliamone.

Lo faccio pensando alle donne che ieri (inquadrate dalla regia) canticchiavano Tanta voglia di lei con aria molto ispirata. Ma non solo loro. Come sempre, parto pensando alle donne, nel bene come  nel male. Sono andata a scovare anche il karaoke, tutto per voi. Così la potrete ricantare. Pensando a voi. Al vostro uomo (o altro, è lo stesso). E a quanto vi meritate tutto questo. Tutte e tutti. Ambosesso.

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Canzone del 1971. Avevo 13 anni e confesso di averla canticchiata anch’io. Fino alla piena capacità di intendere e volere. Ebbene, detta canzone ha una pagina tutta sua su wikipedia. Dove poco si dice del suo contenuto. Allora, facciamolo noi. Tanto… ppuuuù!

Il suo sottotitolo potrebbe essere Il mestiere più antico del mondo inteso non come prostituzione, ma come capacità di mettere in musica e portare poi al successo le proprie cagate. Partiamo con l’esegesi. Step by step. Nelle parentesi quadre quello che potrebbe pensare lei. Non la lei della tanta voglia. Ma la lei che viene lasciata. E alla quale sembra proprio rivolgersi il lui della canzone medesima. Per le sue cagate-pensate. Tante.

Mi dispiace di svegliarti
[ma chi sta a dormì?]

forse un uomo non saro’

[forse?]

ma ad un tratto so che devo lasciarti

[no, guarda. vedi pure de datte na mossa, chè c'ho da fare]

fra un minuto me ne andro’.

[se è per questo c'hai messo un minuto anche per venire, meno male]

E non dici una parola
[perchè, devo pure parlare?]

sei piu’ piccola che mai
[senti chi parla di piccolezze...]

in silenzio morderai le lenzuola
[ma che stai a di'? piuttosto, c'ho na fame...]

so che non perdonerai…
[lo sapevo, te sei scordati i sordi pure stavolta..!]

Mi dispiace devo andare
[aridaje. vattene, basta che...]

il mio posto è la’
[eh? ce manca pure che metti le tende qua...]

il mio amore si potrebbe svegliare
[...?]

chi la scalderà?

[eh, magari c'avrà pure pensato da sola, che dici?]

 Strana amica di una sera,
[oh, vacce piano con le parole. Strana ok, ma amica a chi?]

io ringraziero’
[ah, ecco. niente grazie, please. caccia i sordi]

la tua pelle sconosciuta e sincera
[grazie, grazie. troppo buono...]

ma nella mente c’e’ tanta,
[aridaje...]

tanta voglia di lei…
[e che te devo di'? mica sei l'unico che je funziona così...]

Lei si muove e la sua mano
[eh? no guarda, nun me raccontà. non me ne può frega' de meno]

dolcemente cerca me
[seeee, vabbuò, contento te!]

e nel sonno sta abbracciando piano piano
[guarda, lo stavo a pensà anch'io, a sto punto...]

il suo uomo che non c’e’
[beh, certo. mica sei ubiquo te. sarà n'artro. o n'artra.]

Mi dispiace devo andare
il mio posto è la’
il mio amore si potrebbe svegliare
chi la scaldera’…
Nella mente c’e’ tanta tanta voglia di lei
[vedi sopra]

Chiudo gli occhi un solo istante
[nun me te se addormentà sur pianerottolo, per favore...]

la tua porta è chiusa gia’
[seee, mo' la lascio aperta, de sti tempi...]

ho capito che cos’era importante
[ecco, bravo]

il mio posto è solo la’.
sì, vabbè.
guida piano.
a st’ora ce stanno tanti pazzi a giro.
alla prossima.

 

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