todo cambia?

56

(todo cambia)

È il momento di una cosa bella, seguendo Cronologia. Era bella per me a febbraio 2008 e bella resta. La voglia di mandare musica in giro non mi ha abbandonata neanche nel 2008, neanche al Coordinamento col quale mi trovavo ad avere a che fare nelle vesti di Garante. Nei primi giorni del 2008, nel sito della Campagna avevo creato una stanza ad hoc chiamata AudioEVideo, con la E in rosso, per richiamo al logo del 50. Come video di capodanno avevo inserito un brano da un concerto di una grande donna, Mercedes Sosa. [ndr 2013: link a you tube] Il file audio della canzone lo mandai a fine febbraio a Delegata, Coordinanti, alla collega Casellato e a Pilar Mercanti. 112

All’ultima mi rivolgevo nei miei primi passi da Garante, per capire come si fa un vero bilancio. Volevo imprimere un cambiamento alle abitudini assembleari udine, dove l’approvazione dei bilanci era sempre un po’ lasciata alla responsabilità collettiva. Non è che ci fosse molto da controllare nell’Udi, va detto. Tuttavia, volevo dare una svolta. Per dire la prima: far approvare in tempi e modi giusti sia un preventivo che un consuntivo. Come faccio sempre in casi del genere, mi rivolsi a una amica di quelle giuste, non solo perché esperta di bilanci per professione. Non capisco molto – e ieri ancora meno – di cose economiche, ma volevo fare tutto a modo. Studiai e andai a trovare Pilar nella sua casa sulle colline aretine. Pilar è sempre quella delle bistecche ed è stata paziente, veramente. Lei ha la mamma di Madrid e il babbo di Arezzo. A me la Spagna piace molto, come lo spagnolo, anche se lo parlo molto mac.cheronico e Pilar ci ride sempre su.
Todo cambia? Nel 2008, le cose che al mio sguardo dovevano cambiare non erano poi tante. 113

pilar

Pero no cambia mi amor, por mas lejos que me encuentre, ni el recuerdo ni el dolor, de mi pueblo y de mi gente. Lo que cambió ayer tendrá que cambiar mañana, así como cambio yo en esta tierra lejana. Grazie ancora a Mercedes.

Tra le cose che non cambieranno mai, il mio amore grande per le donne Udi. Una per una e nessuna esclusa, amore esteso senza distinzione anche alle poche che malmenavo con parole dure.
[p.s. 2013: potrà sembrare strano, ma è così ancora oggi]
Penso che parole dure possano convivere con la parola amore. Di più. Penso che solo autenticità possa andare a braccetto con amore. A volte, il volemose bene si rivela cosa ipocrita che fa molto più male di parole sferzanti inviate a qualcuna. Perché? Perché quel volemose bene lì fa male a tutte. 114

 

vai

 

 

 

___________________________

NOTE
(i rimandi tra parentesi quadra si riferiscono a cartelle della Cisterna)

112
In Cisterna, la mail 23.02 solo una canzone di mercedes sosa è in cronologico mac [08].
Su Pilar Mercanti scrivo qui una cosa che avrei dovuto inserire prima, perché ha a che fare col 50, ma non è mai troppo tardi. Pilar, prima della Campagna 50E50, ha avuto parte attiva nel movimento dei Verdi in Italia. In varie mozioni congressuali, sia nazionali che regionali, nel periodo 2004/2005 la Federazione dei Verdi si impegnava ad apportare nel proprio Statuto le modifiche necessarie per arrivare al doppio portavoce uomo\donna. Riporto un passo testuale da un documento per il congresso regionale toscano dei Verdi 2005, che Pilar mi ha consegnato:

“l’Udi, Unione Donne Italiane, nel 1955 raccolse 300.000 firme che inviò all’ONU contro il nucleare, in tutti gli anni della guerra fredda ha associato a qualunque battaglia sociale, dalle scuole materne, al divorzio, all’aborto, ai consultori, alla modifica della legge sulla violenza sessuale che definiva lo stupro reato contro la morale, in tutti i manifesti stampati per quelle battaglie c’è sempre un invito alla pace, un ripudio della guerra. Perché ricordo questo? perché quando ancora i vari Verdi erano sparpagliati in vari partiti a decidere se era meglio la rivoluzione armata o quella non violenta di Ghandi, tante donne sapevano nella pelle, nella propria pelle, che guerra è solo morte e distruzione. Non siamo qui quindi a chiedere “sconti” o scorciatoie verso il “potere” siamo qui per chiedere ciò che è nostro, per assumerci le nostre responsabilità, perché siamo profondamente convinte che il mondo che oggi stiamo vivendo è un mondo “scelto”, creato, costruito dagli uomini e questo mondo non ci piace. Noi non diciamo che siamo più brave, diciamo che siamo diverse e che è arrivata l’ora di provare a portare i nostri saperi fuori dalla famiglia in quello spazio più ampio che è la vita politica. Chiediamo agli uomini del nostro partito di riconoscere la necessità della nostra presenza, di riconoscere le ragioni storiche e culturali che generano la nostra assenza, chiediamo a voi di assumervi le responsabilità dei vostri padri e di avere il coraggio di andare veramente verso un nuovo mondo. Il nuovo mondo potrà esserci solo severamente cambia la relazione prima tra gli esseri umani: la relazione uomo \ donna.”

Fine trascrizione. Nel 2005 Pilar ancora non sapeva che nel gennaio 2010 si sarebbe iscritta e poi sarebbe stata eletta Garante nazionale Udi, però possiamo dire che aveva già le carte in regola.

113
Tra quelle poche, la cattivissima diffusa abitudine di dare cose per scontate. Per esempio, che la rivista Noi Donne fosse ancora di proprietà dell’Udi, cosa falsa falsissima che avevo trovato scritta da Beppe Lopez nel testo La casta dei giornali, con tanto di battute sui soldi che, grazie alle leggine sull’editoria, si riceveva l’Udi nazionale. Pensa te! Gli euri dell’editoria all’Udi!
En passant, anche per quel giornalista Udi era ancora Unione Donne Italiane. Ma cosa potevo pretendere? era vezzo diffuso anche tra chi doveva conoscere un cambio di acronimo. Se un Lopez qualsiasi avesse saputo di Unione Donne in Italia, probabile che avrebbe saputo anche altro.
Inviai in proposito una mail a una avvocata iscritta Udi. Vedere 22.01 sulla casta end in cronologico mac [08].
Per l’appunto, tra le cose che dovevano cambiare vi erano brutte abitudini udìne relative a uso della sigla. Non parlo di veri e propri abusi. Gli episodi più gravi videro coinvolte donne di Genova che erano anche avvocate. Quel centro consulenza sedicente udi genovese ne era praticamene zeppo. Partì un carteggio di raccomandate. La prima a partire non fu la Garante. Lo scrivo perché, per un po’ di tempo, iscritte Udi mi hanno immaginata calata volentieri nei panni di avvocata di Udi, invece io volevo, voglio e vorrò solo e sempre fare politica in Udi. In ogni caso, quanto a raccomandate, l’Archivio Centrale ha una cartella riservata a quel gruppo che opera in via Cairoli a Genova.
[ gennaio 2013: vedo dal web che le cose sono tornate com’erano un tempo, da quelle parti. anzi, peggio]
Idem su Palermo e altro. Qui non metto nulla. Parlo di vezzi più piccoli che dovevano finire, una buona volta. Perdindirindina, si era a metà 2008, non bastavano 5 anni da una solenne decisione congressuale per smettere di chiamarsi Unione Donne Italiane anche da parte di donne che dal 2003 in Assemblea ci venivano, eccome?
Alle mie richieste ci furono differenti risposte. Parole nelle mail non corrisposero né alle richieste né alle risposte verbali alquanto piccate. Ancora nel 2010 la richiesta mi farà guadagnare sguardi così così. Pazienza. Ci furono risposte più ossequiose e perfino speranzose, come una che si chiude con parole su vezzi bolognesi: ma vedrai che qualche cosa cambierà con […] nel Coordinamento. Buona notte.
Vedrai che cambierà? Forse, non sarà domani. Mi viene in mente Luigi Tenco. Non cambieranno alcuni vezzi e altro accadrà nel 2010. Finora, giuro, ho anche pensato che si facesse come se. Invece, si faceva finta.
In Cisterna, vedere 15.03 susigla1 e 19.03 susigla2 nella cartella cronologico mac [08]
[p.s. 2013: l’autrice della frase che si concludeva con “vedrai che…“ era Laura Piretti da Modena. La speranza e il relativo mio omissis riguardano Katia Graziosi da Bologna, sulla quale ritornerò più avanti, nel testo. Oggi, speranza e omissis sono del tutto vani. Spero di trovare immagini visibili di Katia Graziosi sul web, in mancanza attingerò dalla Cisterna.]

114
Una parte di quell’amore autentico l’avevo travasata in una lettera 18.02.08, subito dopo i festeggiamenti dei miei 50. Contiene una poesia di Carla Lonzi. Ci sono dentro i prodromi inconsapevoli di quello che scrivo oggi, a carte scoperte. Titolo: per ognuna di voi. La inserisco nel cronologico mac. A farle compagnia, l’audio da mercedes [08].

 


torna a indice

Lascia un Commento