tredici in lumina

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Nel folto elenco di documenti, info e allegati dalla Sede degli ultimi mesi 2010, accanto a cose importanti e serie e immense e belle, si trova traccia di ondelle carsiche ora ampiamente rientrate nel proprio alveo di partenza, in attesa di rispuntare sotto altra forma, forse.

Non a caso le ho definite carsiche.

In ognuna si intravede l’intenzione di lasciare non dico un segno visibile nel mondo, ma almeno una qualche traccia al passaggio nelle falde.

La relazione una nuova stoffa per la nostra politica che la Delegata ha portato per tutte noi il 4 di dicembre è molto bella e interessante. Ho già scritto che in un passo iniziale di detta relazione viene descritto con frase fulminante il percorso di un Gruppo che doveva essere preparatorio, in relazione all’abuso fatto nei confronti dell’istituto autoproposizione da parte di alcune, sempre in detto Gruppo, già definito da me fu Gruppo e da altre, per iscritto oppure a voce, Gruppone. 231

Ebbene, anche se si tratta in qualche caso di donne Udi con la tessera in tasca da molti anni, nel complesso fino a dicembre si è dimostrato di non conoscere oppure aver dimenticato (magari nella foga della partenza prima di arrivare…) la pratica dell’Udi dove questa parola è stata coniata.

In casi più ristretti, è stato sfiorato il ridicolo già il 4 di dicembre, sempre su detta parola, subito dopo l’ascolto della relazione introduttiva della Delegata. Se sono state lette in Cisterna oppure sul sito le parole di una nuova stoffa, non ho altro da aggiungere se non che è accaduto qualcosa di buffo veramente anche dopo avere ascoltato quelle parole.

Va detto che la relazione era introduttiva ad un’Assemblea di donne accorse, alcune mai viste prima, alcune che hanno fatto la tessera cinque minuti prima (tessera 2010 fatta il 4 dicembre 2010…) donne accorse soprattutto per votare ed essere votate e poi ripartire (prima si parte, prima si arriva…) e pertanto con tutta probabilità con intenzioni affatto differenti dall’ascolto.

Ebbene, in quell’Assemblea sul termine autoproposizione alcune sono sprofondate nel ridicolo abbracciandolo senza ritegno: autopropongo la tal dei tali, oggi assente, perché venga votata. Opera buffa forse è un eufemismo.

L’Assemblea delle donne Udi convenute ha comunque eletto. Le premesse perché le ondelle continuassero il proprio percorso c’erano tutte anche il 4 di dicembre e hanno ripreso a scorrere con andamento lento natalizio. Prevedo che non si fermeranno neanche nel 2011 fino a Congresso, neanche tra le donne finalmente elette per organizzarlo. 232 

Non credo ma – alla pari di molte/i italiane/i credenti e non credenti - sono affezionata a Santa Lucia, quella degli occhi. Mi capita di invocarla e anche scomodarla per dire di sguardi e illuminazioni. Sarà un caso, ma in data 13 dicembre 2010 arriva nella mia posta, inoltrata dalla Sede nazionale, una lettera aperta da Modena, che ancora ringrazio e apprezzo. Per dirla con una parafrasi alla buona da Carla Lonzi, è sempre cosa bella riconoscere e riconoscersi in un’altra. In lumina. 233

 

vai

 

 

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NOTE

 

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Per la relazione Delegata del 4.12.10 vedere in reparto assemblee e in cronologico sede in data 6 dicembre. La nuova stoffa… si trova anche sul sito. Per parte mia, penso di avere chiosato già abbastanza sulle ondelle. Potrei chiudere con semplicità, augurando buona lettura e mandare in Cisterna, sia per i tanti fatti benedetti, sia per le croci. Aggiungo solo qualche indicazione di percorso per districarsi negli incroci. Innanzitutto, come ho più volte scritto, anche nell’ultimo scorcio 2010 la Delegata Udi inoltra a tutte scritti vari pervenuti alla Sede. In alcuni casi, lo fa senza una riga di commento nell’inoltro. Come puro esempio, cito l’inoltro in data 08 dicembre. Poi c’è da dire che anche nel periodo precedente l’Assemblea – Assemblea decisa finalmente per dire la parola fine a qualcosa che stava prendendo una bruttissima piega – agli invii a tutte si sono assommati alcuni invii in chiaro – sempre perché quella era stata la richiesta esplicita formulata da alcune… – ad un numero totale di donne che veramente non conosco perché non ho contato, forse supera il numero di 60. Donne che a fasi alterne e altalenanti avevano fatto parte della giostra danzante del fu Gruppo. Traduco con parole mie: donne autopropostesi tanto per farsi un giro in Sede. In data 5 ottobre, per esempio, tutte le iscritte hanno ricevuto una mail dalla Sede avente per oggetto: info incontro gruppo preparatorio 18 19 settembre. Quello che non tutte sanno è cosa e quanto è piovuto nella mia posta e in quella di poche (poche?) altre tra la data del 27 settembre e quella del 5 ottobre e poi oltre e oltre e oltre, sempre sullo stesso oggetto. Mi rendo conto, e ne sono preda anch’io, che si può varcare la soglia della nausea. In ogni caso, tutta quella roba ora è nel reparto cronologico mac 2010. A futura memoria, almeno per sapere cosa non va fatto. In attesa di dirci, confrontarci, contrapporci civilmente nel caso, su cosa fare, cioè: politica. Qui, non chioso. Comunico soltanto che non ho fatto altro che ricevere, perché da un certo momento in poi in me, che pure non mi faccio pregare, si è esaurita la voglia di controbattere al sottovuoto spinto.

232
A metà gennaio 2011, il Gruppo di 15 donne elette si è già riunito due volte. Mi auguro di ricevere presto buone novelle. Non uso ironia e sinceramente voglio sbagliarmi, in fatto di possibili prodotti nefasti da parte delle ondelle anche lì dentro. Il fatto è che da alcune presenze che hanno fatto di tutto per esserci ed essere elette, il Gruppo organizzativo sembra avere in seno le premesse per bissare il flop di un fu Gruppo e superarlo, perché ha in sé i presupposti fisici e simbolici che hanno procurato sfaceli in un fu Coordinamento. Voglio veramente sbagliarmi, non sto scherzando. Per essere ancora più chiara nel mio dire che non scherzo, dico altro. Il fatto è che in quel Gruppo ci sono giovani e meno giovani donne di autentica giovane pratica Udi. E sono donne accorte. Il peso è grave, ma Udi è anche questo e non si può altro che imparare e praticare. Facendo, sbagliando e/o….  azzeccando. Perché solo chi fa può sbagliare oppure fare la cosa giusta. Meglio la seconda, è chiaro.

233
Mi è piaciuta così tanto la lettera aperta di Gabriella Gavioli, che qualche giorno dopo ho recapitato alla Sede, che ha inoltrato, cara Udi ti scrivo… Dopo la riflessione sulle regole amiche mi ero ripromessa uno stop nelle tante parole da mandare in giro. Dinanzi alle parole di Gabriella non ho resistito. Un caso a parte è da considerarsi la mia doverosa rettifica inoltrata dalla Sede in data 17 dicembre. Era doverosa sul tesseramento ed era da ex Garante. Dovevo farla e l’ho fatta. Il resto che ho scritto fino ad oggi è sostanzialmente tutto in questo testo.

 

 

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