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(mie care macare vicine e lontane)

Quando in data 08.01.08 arriva a Lecce la mail della Sede sul tesseramento, nel Gruppo Udi Macare Salento, reduce dal successo della Campagna, con la responsabile in procinto di candidarsi nel nuovo Coordinamento, si vogliono fare le cose a modo. 108
Le donne giovani di quel Gruppo, giovani in senso Udi ma anche un po’ d’età, erano in parte le soggette svantaggiate di Prestigiacomo, avevano studiato Europa e Costituzione, avevano fatto cittadinanze e altre cose belle. Le guardavo fare e dicevo loro di studiare e studiare, perché c’è sempre da imparare. Volevo vegliare sulla loro pratica politica e allo stesso tempo non essere invadente, così sono diventata Garante anche di Macare e lo sarò fino ad oggi. Quelle donne potevano e dovevano essere d’esempio. 109

redazione1

Belle le Macare, mi hanno fatto festa e sono state accanto in giorni bui, che in quei primi del 2008 si avvicinavano di gran carriera. Pinuccia era arrivata al suo capolinea, l’avevo sentita al cellulare, in macchina che andavo a Roma tanto per cambiare: mi ricovero, niente di grave, però c’è qualcosa al fegato che non va, quando torni? Tornai e un medico gentile mi disse con garbo che da quel letto non sarebbe scesa da sola. Calvario di un paio di mesi e morfina negata. Ciao, Sorella. Sarebbe bello sperarlo, ma non credo che ci rivedremo. Ai morti bisogna pensarci quando sono vivi. Forse non ti ho pensata abbastanza.

pinuccia carone
piazza farnese – 13.10.2007

A questa cosa ho pensato tanto anche in quella stanza. Quando non potevi più parlare e forse neanche sentire, mandavo e rimandavo una canzone che una donna piccolina nel 2007 aveva infilato nel cellulare: meravigliosa creatura. Quand’ero arrabbiata e in silenzio capitava anche quello nella stanza, ne mandavo una da kill bill n. 2 teletrasportata con l’affare chiamato bluetooth. I pensieri che facevo mentre la mandavo bassa erano tristi, rabbiosi e brutti. Quel blutut io non l’ho mai capito. Inesatto: da allora, non ho mai voluto impararlo. Dicevo: ma quale blutut ché se è tutto grigio? Indicavo il cellulare, pensavo ad altro. Quante volte mi sono chiesta cosa avrei fatto senza di loro accanto, a farmi da cordone, a fare da scudo a mille e una porcherie umane e sanitarie. Rendo grazia anche di questo a tutte, alle vicine e alle lontane, a chi non poteva esserci fisicamente, ma c’era e io la sentivo accanto. Se la rappresentanza vale anche in questo, allora valse tanto, per cui rendo grazia alla rappresentante macara, che qualche tempo dopo – ormai aveva preso lo iundolo anche lei con foto, parole e musica da far diventare video – decise di produrre XP, non ha a che fare con windows, era per Pinuccia e la sua memoria in noi. Andammo poi a Le Costantine, sempre lì, per fare il nostro rito laico. Delle ipocrisie di quello religioso e massonico, in tante, ne avevamo abbastanza. Anche quella volta a Le Costantine fu socialità femminile intorno a foto, lacrime e ricordi. Parlammo di soldi e progetti in corso d’opera anche lì, anche quel giorno. E la vita continua. E la lotta continua, grazie anche a te Sorella.

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NOTE
(i rimandi tra parentesi quadra si riferiscono a cartelle della Cisterna)

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Per la lettera della Sede Udi del giorno 08 gennaio, già citata, vedere nel cronologico snu 2008. Per il resto, nella cartella cronologico mac 2008 [08] si può vedere come ci si sollazzava con dvd macari e altro di divertente (cercare 02.01 a em) oppure come la sottoscritta comunicava alla Sede le scoperte fatte da una giovane Macara sull’iter del 50 ad Senato. Donne che erano state nell’Udi avevano assicurato pronta comunicazione. Invece niente, si scoprì dal web. Con qualche omissis, vedere 04.01 a snu.

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Sarà divertente leggere come si scrivevano le Macare, ma importante sarà verificare cosa pensavano già allora alcune giovani iscritte Udi su bilanci e impegni vari. Vedere 08.01 scambio macaro nella cartella cronologico mac 2008 [08].

vai

 

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